martedì, 03 luglio 2007

Mentre sia Fiab Onlus (FIAB www.fiab-onlus.it) che alcune testate giornalistiche del settore sportivo pubblicano il resoconto della sua avventura ciclistica, Raoul Petinari pensa a come rendere utile la sua testimonianza. E ciò gli fa onore. Reduce dai suoi 4715 km  pedalati tra Civitanova e Nordkapp, a cui per onore di cronaca si devono aggiungere altri 650 tra Nordkapp e Trombo, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia, Raoul trova motivo di riflessione soprattutto riguardo l’educazione alla salute e alla tutela della propria vita dei più giovani.

“in che modo pensi che la tua testimonianza possa essere utile ?”

-penso spesso ai giovani, alle cosiddette stragi del sabato sera, trovo profondamente ingiusto che la nostra comunità subisca tali drammi come ineluttabili, come un pegno da pagare al “dio “ auto, senza reagire e mettere in campo le enormi potenzialità umane che ha,faccio un appello: si tratta dei nostri figli.

“come pensi di convincere degli adolescenti a scegliere la bici invece che il motorino o l’auto?”

-non porrei la questione in termini semplicistici di aut-aut, vorrei portare la mia esperienza anche nelle scuole per far vedere quanto grande e bello è il mondo che ci circonda, quanto diverse siano le culture, e quanto quello che da noi sembra così scontato, ovvero il mito della velocità per essere “grandi”, voltato l’angolo già non valga più. Ci sono uomini, ragazzi, che si spostano  in bici tutta la vita, ho visto manager recarsi al lavoro in giacca, cravatta e …bici, ed tutto ciò fatto con orgoglio, con la convinzione che il “go-slow”, il muoversi lentamente, non sia vergognoso ma anzi, indice di alta civiltà e rispetto anzitutto per la propria vita.

“non pensi di essere impopolare proprio ora che si dibatte sull’ottenimento della patente a 15 anni?”

-credo che in Italia sia una follia, dettata più dal tornaconto delle case automobilistiche che altro, sapete, a certi interessi salvaguardare la salute dei giovani sembra un fatto ridicolo. Io dico che magari avere la patente negli USA a 15 anni può avere senso, perché gli ampi spazi e l’enorme rispetto per le norme e le basse velocità lo consentono, in Italia, ripeto,  è follia. Noi siamo europei in Europa anzitutto, mi piacerebbe che anche i giovani  fossero contagiati dalla voglia di conoscerla e percorrerla, magari in bici!

postato da: raoulpetinari alle ore 09:34 | Permalink | commenti (3)
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